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Approfondimenti

Guida ai dati del calcio moderno: il glossario essenziale

Quanto possesso ha avuto davvero una squadra? Quanti passaggi ha portato nell'ultimo terzo? Quanto erano pericolose le sue occasioni? Le statistiche avanzate trasformano il gioco in numeri: ecco una guida a possesso, progressioni, tocchi, xG, PSxG e PPDA.

Alessandro Cecchetto 8 min 03/10/2026

Vivere il calcio al giorno d’oggi senza aver sentito parlare di statistiche è diventato utopia. Seppure i numeri non potranno mai sostituire la visione della partita, questi ci forniscono un elemento oggettivo che può aiutarci nel convertire l’intuizione in un elemento numerabile e certo. Per non trovarci però a parlare senza conoscere a fondo il significato delle parole, ho deciso di mettere su un piccolo glossario per orientarsi nel crescente numero di definizioni fornite da provider e analisti.

Possesso palla

Si tratta forse della prima metrica un po’ più avanzata rispetto al semplice conteggio dei gol e dei tiri effettuati. Nacque negli anni ’50 su intuizione dell’inglese Charles Reep che, frustrato dal possesso palla sterile dello Swindon Town, decise di prendere due orologi e segnare, nello stile del gioco degli scacchi, quanto tempo teneva palla una squadra, quanto tempo l’altra e contare il numero di passaggi. Dai risultati, controversi se rivisti oggi, uscì uno studio che portò il Brentford a contattarlo e mise le basi per quel “Long ball game” che caratterizzò il calcio inglese dagli anni ’60 per oltre trent’anni.

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, per esigenze televisive, il dato divenne sempre più noto e alcune criticità divennero evidenti: il metodo del “chess clock” considerava come tempo di possesso anche la palla contesa o il tempo morto tra la concessione di un calcio d’angolo e la sua battuta, per esempio. Da metà anni Novanta il possesso è stato quindi ridefinito in vari modi: prima inserendo un terzo orologio per i tempi morti o le palle contese, poi considerando la percentuale di passaggi di una squadra relativa al totale dei passaggi effettuati nella partita, sino a giungere al modello di Opta, adottato dal 2017 e chiamato “Possession Framework”.

Questo sistema non si limita a cronometrare il tempo effettivo o a contare semplicemente il numero di passaggi, ma calcola la percentuale in base alla durata delle sequenze di possesso controllate da ciascuna squadra rispetto al totale della partita. In sostanza, una sequenza di possesso per una squadra inizia nel momento esatto in cui un giocatore prende il controllo certo del pallone (ad esempio tramite uno stop o un dribbling). I semplici tocchi fortuiti, i colpi di testa contesi o i contrasti sporchi non avviano automaticamente un nuovo possesso. Il possesso di quella squadra si considera concluso quando la palla esce dal campo, quando viene effettuato un tiro o un cross, oppure quando un avversario interrompe l’azione e ottiene a sua volta il controllo certo del pallone. Infine si sommano tutti i tempi delle singole sequenze di possesso ottenute dalle due squadre e la percentuale finale rappresenta la quota di queste sequenze controllate da una squadra sul totale complessivo del match.

Passaggio nell’ultimo terzo

Come detto, la quantità di passaggi è una metrica importante per valutare lo stile di gioco di una squadra, ma il dominio nel numero dei passaggi, da solo, può trarre in inganno, soprattutto se una delle due squadre, scientemente, decide di fare una partita di contenimento e ripartenze. Per questo è disponibile il conteggio dei passaggi nell’ultimo terzo di campo, ossia il numero dei passaggi che avvengono nella terza porzione di campo più vicina alla porta avversaria. Il dominio in questa statistica implica uno stazionamento predominante nei pressi dell’area avversaria; inoltre, un alto rapporto tra passaggi effettuati e passaggi nel terzo offensivo può indicare, unitamente ad altre statistiche che vedremo, una squadra che recupera il pallone in alto o arriva verticalmente nella zona pericolosa.

Ingressi nell’ultimo terzo

Seppur simili ai passaggi nell’ultimo terzo, con gli ingressi si va a monitorare quante volte una squadra abbia “invaso” la porzione di campo più vicina alla porta avversaria. In presenza di un basso numero di passaggi, un alto rapporto tra passaggi nell’ultimo terzo e ingressi nell’ultimo terzo indicherebbe una squadra verticale. Contrariamente in caso di un alto numero di passaggi totali lo stesso rapporto potrebbe indicare una squadra che, dopo un possesso sostenuto, cerca l’imbucata e l’occasione per arrivare al tiro quanto più velocemente possibile.

Passaggio Chiave

Se le prime tre metriche attenevano al mondo delle statistiche di squadra (anche se applicabili al singolo giocatore), con i passaggi chiave iniziamo a valutare l’impatto del singolo in una partita. Per la maggioranza dei provider di servizi statistici (fa storia a parte Wyscout, che è più stringente nella definizione), un passaggio chiave viene definito come “un passaggio, in situazione di gioco aperto o di calcio da fermo, che precede un tiro non convertito in rete”. Ne consegue che un giocatore con un alto numero di passaggi chiave è propenso a fornire assist e rappresenta una costante fonte di pericolo per la squadra difendente.

Una delle criticità sta nei cross e nei corner che, per loro natura, sfociano spesso in passaggi chiave, motivo per cui a guidare questa classifica sono spesso esterni e battitori di calci da fermo. Proprio per questo Wyscout ha deciso che nel proprio modello il passaggio chiave è quel passaggio che crea un chiaro vantaggio d’attacco, rompe la linea difensiva o mette il compagno in condizione di tiro/uno contro uno, anche se non ne segue un tiro immediato.

Passaggio Progressivo

Il passaggio progressivo altro non è che un passaggio che fa progredire in maniera significativa la manovra di squadra. Per definirlo ogni provider impone delle restrizioni specifiche. Opta, per esempio, lo definisce come un passaggio completato (non un cross) che ha origine negli ultimi 60 metri di campo e fa avanzare la palla di almeno 9 metri rispetto al punto più avanzato raggiunto negli ultimi 6 passaggi oppure che arriva direttamente all’interno dell’area di rigore.

Anche in questo caso provider diversi possono dare definizioni diverse, ma rimane il significato basilare di passaggio che contribuisce significativamente all’avanzamento della squadra.

Corsa progressiva

Non sempre però la palla viene mossa attraverso un passaggio: è il caso delle conduzioni palla al piede, un fondamentale sempre più importante per squilibrare squadre che basano il proprio gioco sulla marcatura a tutto campo. In questo caso una conduzione che, similmente al passaggio, fa avanzare significativamente la posizione di campo del pallone o porta la palla all’interno dell’area di rigore viene registrata come corsa progressiva.

Tocchi e Tocchi nell’area avversaria

I principali provider di dati (come Opta, StatsBomb e Wyscout) definiscono un Tocco come qualsiasi evento controllato sul pallone. Viene registrato un tocco ogni volta che un giocatore esegue una delle seguenti azioni:

  • Ricezione o controllo di palla (primo tocco di una sequenza)
  • Passaggio effettuato (sia riuscito che sbagliato)
  • Tiro in porta o conclusione
  • Dribbling / Conduzione
  • Intercetto o contrasto vinto
  • Rinvio o spazzata
  • Calcio d’angolo, punizione o rimessa laterale

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, un “tocco” nella statistica non equivale a ogni singolo impatto fisico del piede con il pallone. Durante una conduzione, ad esempio, se un giocatore corre palla al piede per 30 metri toccando la palla 15 volte, la statistica non registra 15 tocchi, ma uno soltanto.

Expected Goals o xG

Un xG, o gol atteso, è la rappresentazione numerica della probabilità che un tiro diventi gol in base al tipo di conclusione, alla posizione da cui è partito il tiro stesso e alla posizione degli avversari. La rilevazione parte dall’analisi di un ampio campione di tiri raccolta dal provider, da cui scaturisce la probabilità media che un tiro diventi una rete. Il valore viene espresso con un numero che va da 0.01 (per tiri con bassissime possibilità di entrare in porta) a 0.99 (per tiri quasi impossibili da sbagliare). Il senso del dato è valutare la qualità delle occasioni create e la capacità di realizzarle, eliminando la variabile legata a un periodo sfortunato o a prestazioni superlative del portiere avversario.

Post Shot Expected Goals (PSxG) o xG on target

Come detto, gli xG prendono in considerazione la probabilità di un tiro di entrare in porta considerando unicamente la situazione da cui viene generata la conclusione. Detto questo, un tiro generato anche da una situazione a bassa probabilità può infilarsi imparabilmente all’incrocio, così come un rigore potrebbe essere calciato debolmente al centro della porta, proprio tra le braccia del portiere.

Per questo, similmente agli xG, sono nati i Post Shot Expected Goals (PSxG) o xG on target, che definiscono la probabilità che un tiro già effettuato entri in porta considerando unicamente la posizione della palla nello specchio, la posizione del portiere e la tipologia di tiro. L’uso di questa metrica aiuta a definire sia la capacità di un attaccante di concretizzare le occasioni, sia la capacità del portiere di sventare gravi minacce. Un tiro all’incrocio dei pali avrà quindi un PSxG piuttosto alto, mentre un colpo di testa centrale lo avrà piuttosto basso. Un attaccante che stabilmente migliora il valore della probabilità di segnare è quindi un attaccante di grande qualità. Un attaccante che ha un numero di gol inferiore alla somma dei propri PSxG è un attaccante che ha incontrato sulla sua strada portieri di qualità e, similmente, un portiere che incassa meno gol dei PSxG subiti è un portiere che sta compiendo grandi interventi.

PPDA

L’ultima metrica di cui parleremo è una statistica avanzata che mette in relazione il numero di passaggi della squadra in possesso nei 60 metri offensivi con il numero di azioni difensive tentate dalla squadra non in possesso. Da questo rapporto possiamo evincere quanto velocemente una squadra cerca di recuperare il pallone quando non ha il possesso. Mediamente un valore inferiore a 10 implica il tentativo di una riaggressione abbastanza feroce, mentre un valore superiore a 15 indica una squadra che attende l’avversario più a lungo, magari chiudendo le linee di passaggio anziché aggredire direttamente il portatore.

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Numeri e tattica

Alessandro Cecchetto

Membro fondatore di Linea Lane. Guarda le partite cercando di andare oltre al semplice risultato e chiedendo ai numeri le ragioni dello sviluppo della partita. Per Linea Lane Mag cura i contenuti tattici provando a entrare più in profondità nelle meccaniche del gioco più bello del mondo.