Tempo di sosta. Tempo di analisi, non ancora di bilanci. Merita un approfondimento il reparto avanzato del Lane, per metà nuovo di zecca. Non fosse altro perché è uno degli aspetti che più solletica la curiosità dei tifosi, ansiosi di sapere da chi potranno arrivare i gol che possano consentire al Vicenza di arrivare (intanto) alla salvezza.
Facciamo le doverose premesse. L’evoluzione moderna del football ci ha insegnato due cose:
- I bomber da 25 e più gol si sono praticamente estinti. Non è più il tempo degli Stefan Schwoch, dei Daniele Cacia, degli Andrea Caracciolo. Attaccanti che, in epoche contemporanee, si contendevano il “trono di spade” a suon di doppiette. L’ultimo ad avvicinarsi è stato l’anno scorso Pohjanpalo, capocannoniere con 24 gol. Ma nella stagione 2024-2025 a Laurientè del Sassuolo (tutt’altro che una prima punta) furono sufficienti 18 segnature per portarsi a casa la corona.
- Non è più solo questione di attaccanti, ma di “reparto offensivo”. Le squadre migliori sono infatti quelle che trovano la via della rete con più giocatori, inclusi difensori e centrocampisti. Le cosiddette “cooperative del gol”.
Detto ciò, è utile comunque cercare di capire il materiale tecnico e umano a disposizione di mister Fabio Gallo. Senza necessariamente dover pervenire a delle risposte certe, piuttosto che a delle soluzioni. Ma semplicemente per provare a immaginare come si configurerà l’attacco biancorosso in questa difficilissima stagione di ritrovata Serie B.
Tralasciamo, almeno per il momento, il povero Frank Tsadjout. Non si vuole bollare già come “fallimentare” il suo acquisto, per quanto annunciato dalle precarie condizioni fisiche palesate già nelle precedenti annate dal centravanti italo-camerunense. Per il momento ci limitiamo a definirlo un “azzardo mal riuscito”. Poi a gennaio chissà che non possa dimostrarsi un nuovo innesto già presente in casa. Il tempo ce lo dirà.
Tralasciamo anche il buon Filippo Alessio, che con il completamento del parco attaccanti al termine del mercato, finirà verosimilmente per convertirsi al “mezzalesimo”, seguendo la parola fattagli ascoltare dal Vate Fabio Gallo.
Rimangono 4 attaccanti (Rauti, Moncini, Morra e Merkaj) con caratteristiche quasi completamente diverse l’uno dall’altro, che possono dare al mister un buon ventaglio di soluzioni. Starà a lui a capire le migliori, in base anche al momento specifico e alle caratteristiche dell’avversario.
David se n’è andato e non ritorna più
Stuckler non c’è più. Tocca mettersela via una volta per tutte. Inutile continuare a lagnarsi, la neoretrocessa Cremonese ha deciso, in maniera sacrosanta, di tenerselo per puntare forte su di lui, quantomeno prima che un problema fisico alla caviglia lo costringesse ai box per tutta la primissima parte del campionato.
Analizzando le caratteristiche delle punte rimaste all’ombra dei Berici, si capisce però che non si è cercato in nessun modo di sostituirlo. Giusto così, perché, ammesso che esista un altro attaccante come David, difficilmente le casse del Lane, o per meglio dire il budget ridotto quasi all’osso imposto dalla proprietà, se lo sarebbero potuto permettere.
Resta un velo di rammarico pensando a quanto sarebbe stato utile un attaccante con quelle caratteristiche, soprattutto di micidiale attacco alla profondità, in un campionato in cui il Vicenza, rispetto all’anno scorso, inevitabilmente sarà costretto ad abbassare lievemente il proprio baricentro, nell’impossibilità di essere dominante e centralizzante nella costruzione del gioco in tutte le partite.
Ma c’è molto altro di buono in dispensa.
Gabriele Moncini, bomber di professione
L’attaccante pistoiese è probabilmente quello più quotato per diventare il nuovo bomber del Vicenza. Prima punta non propriamente di struttura (183 cm), ma capace di muoversi come forse nessun altro, in rosa, negli ultimi 16 metri. Un vero e proprio “animale d’area”, che probabilmente non va stancato lontano dalla porta per garantirgli lucidità in zona gol.
La doppia cifra è quasi sempre riuscita a garantirla, anche l’anno scorso nella disastrosa, quasi tragica per certi aspetti, stagione del Bari. Un giocatore di categoria, che conosce molto bene i meandri della Serie B, abituato anche ad adattarsi a realtà e contesti diversi, avendo quasi sempre cambiato maglia negli ultimi anni. In poche parole, uno che i gol li sa fare. Qualche fiche su di lui è giusto giocarla
Claudio Morra, il porto sicuro
Difficile rinunciare a un giocatore così, e infatti il Vicenza non lo ha fatto. Giocatore di sacrificio, abituato a lavorare tantissimo per la squadra, con e senza palla, ma anche di sostanza. In Serie C ha saputo sempre affermarsi come uno dei migliori realizzatori, vincendo la classifica marcatori nell’ultima stagione con il Rimini, e riuscendo più in generale sempre a sforare nell’agognata doppia cifra, sia nelle ultime stagioni in biancorosso sia prima ancora a Piacenza.
Mancava da un po’ alla Serie B, dall’ormai lontana stagione 2020/2021 con la maglia del Pordenone. Alla prima giornata, quest’anno, col Catanzaro, subito il gol decisivo. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Per Gallo può essere una utilissima opzione anche a partita in corso. Sulla carta forse, per ora, parte come vice-Merkaj
Silvio Merkaj, il più desiderato
Diciamoci la verità: se non si fosse fatto subito male Tsadjout, Silvione non sarebbe mai arrivato a Vicenza. Ma nella sfortuna al Lane è andata piuttosto bene, riuscendo ad accaparrarsi uno dei migliori centravanti della categoria, desideroso di cambiare aria dopo alcune ottime stagioni con la maglia del Sudtirol (con tanto di barca sempre condotta regolarmente in porto a fine anno).
Numero nove moderno, abituato a spaziare lungo tutto il fronte offensivo, alla Zlatan Ibrahimovic per intenderci (resta il codino come ulteriore anello di congiunzione tra lo svedese ex Milan e l’albanese). Centravanti da “palla addosso”, capace di arrangiarsi col fisico possente anche quando i compagni non riescono a servirgli dei palloni propriamente puliti. Al Vicenza serviva come il pane un attaccante così, e non è un caso che mister Gallo lo abbia chiesto a gran voce.
Non è un bomberissimo, non lo è mai stato, e di questo i tifosi del Lane devono essere consapevoli. Inutile aspettarsi da lui i 15-20 gol. Ma è il classico giocatore che può far giocare bene e far fare gol agli altri, e che per caratteristiche può ben adattarsi con tutti gli altri compagni di reparto.
In questo momento, e per il tipo di campionato che aspetta il Vicenza, difficile farne a meno.
Nicola Rauti, il potenziale crack
Lui è il giocatore che maggiormente può beneficiare del salto di categoria. Nicolino può infatti trovare vantaggio in una Serie B meno aggressiva, dove i difensori, nel timore di essere saltati, tendono a temporeggiare un po’ di più rispetto alla C. Con la sua qualità nell’uno contro uno e con la sua capacità di vedere la porta, anche da fuori area, può diventare davvero l’arma in più di questo Vicenza.
Il riscatto obbligatorio dal Torino, previsto nel contratto, non ha dato scelta al Vicenza, che ora vuole vedergli fare il definitivo salto di qualità. Il gol, peraltro bellissimo, nel derby di Verona, può avergli dato la fiducia che è sembrata un po’ mancare nelle primissime giornate.
Credici Nicola, che sei forte. Ora è tempo di dimostrarlo.
E quindi?
Inutile dire che la varietà di attaccanti a disposizione di Fabio Gallo può permettergli di scegliere la coppia migliore (il 3-5-2 lo diamo ormai per scontato) partita dopo partita. E questo è sicuramente un vantaggio.
Ma se c’è una cosa che l’esperienza recente del Lane in Serie B insegna è che forse è il caso di individuare subito una linea guida, che possa anche magari un giorno trasformarsi in una vera gerarchia.
Senza prendere in considerazione quello abbastanza sconclusionato della stagione 2021-2022, culminato con la sacrosanta retrocessione ai playout contro il Cosenza, l’ultimo Lane credibile visto in Serie B, quello allenato da Domenico Di Carlo, ha trovato qualche difficoltà in zona offensiva proprio per la continua alternanza di punte che l’ex capitano proponeva partita dopo partita, alternando continuamente i vari Gori, Lanzafame, Guerra, Meggiorini, Marotta e compagnia cantante. Certo, se i tuoi attaccanti si chiamano Comandini, Bucchi e Luiso, puoi anche scegliere affidandoti al lancio di una monetina.
Ma, detto che nella lunga e logorante stagione di B ci sarà bisogno di tutti, anche di Alessio e Tsadjout, l’impressione è che serva individuare quanto prima una coppia di attaccanti “titolari”, permettendogli di giocare insieme, di conoscersi e di sbagliare per poi migliorare. E per abituare la squadra ad avere dei riferimenti là davanti, anche a scapito di un po’ di imprevedibilità.
Non ci sentiamo di proporre qui una soluzione. Fiducia totale, e ci mancherebbe altro, in mister Gallo affinché possa trovare la quadra migliore.
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