Il Pisa passeggia al Menti e vince 3-0: un punteggio che forse racconta piuttosto poco dello squilibrio visto in campo tra le due squadre. Un Pisa con idee chiare, strutturato e ricco di talento, in grado di bucare con grande facilità il sistema difensivo biancorosso. Un Lane praticamente mai in grado di creare seri pericoli dalle parti dell’ex Confente e che non è riuscito a controbattere con le proprie armi alle qualità dell’avversario.
Abbiamo scoperto che alcuni giocatori stanno faticando con il salto di categoria
Non è ancora, fortunatamente, tempo di guardare la classifica. Ma una cosa è certa dopo queste prime giornate: la Serie B ha riportato un po’ tutti con i piedi per terra. Abbiamo scoperto che alcuni dei giocatori – che abbiamo giustamente celebrato come protagonisti assoluti della stagione precedente – stanno faticando con il salto di categoria; abbiamo scoperto che l’unico punto fermo unanimemente riconosciuto, ossia l’allenatore, non è più l’infallibile scacchista visto finora, può sbagliare ed avere anche un po’ di confusione; abbiamo scoperto che il divario con alcune squadre di questa categoria è più ampio del previsto: lo stesso Pisa, che non era partito nemmeno troppo bene in questa stagione, ha dimostrato di avere individualità e un gioco di squadra che, almeno per il momento, possiamo solo sognare.
La domanda sorge spontanea: e ora? Che si fa? Come se ne esce da questa situazione ingarbugliata?
OGNI COSA A SUO TEMPO – Si potrebbe cominciare a tirare in ballo e a discutere di come la proprietà ha gestito la fase precedente all’inizio del campionato. I 5 mesi avuti a disposizione per programmare la stagione successiva, cosa quasi mai vista nel calcio moderno; il budget per il mercato praticamente inesistente messo a disposizione del direttore sportivo; anche l’acquisto di alcuni giocatori che non vogliamo per ora bollare ancora come fallimentari. Certo, ci sarà tempo per fare tutto questo. E andrà fatto senza dubbio. Ma non è ora il momento di focalizzarsi su questi aspetti. Il calciomercato è chiuso, non c’è modo di intervenire fino a gennaio su questa squadra. Questi sono i giocatori che dobbiamo spingere ed aiutare a fare il salto di qualità. Il tempo delle riflessioni e, forse, dei processi arriverà.
I TIFOSI, ANZI, LA CURVA – Ancora una volta la giusta via l’hanno indicata i tifosi, in particolare quelli della Curva Sud. Sì, perché arrivati a un certo punto è giusto fare dei distinguo: mentre una parte della tifoseria, a 10-15 minuti dalla fine, al terzo gol del Pisa ha deciso di abbandonare lo stadio con largo anticipo, uno dei pochi fastidiosi atteggiamenti che sarebbe meglio lasciare al football inglese, senza avere nemmeno la pazienza di aspettare il fischio finale. Mentre un’altra parte, probabilmente dal divano di casa, non ha esitato ad impugnare lo smartphone per vomitare sui social la propria opinione (rispettabili tutte, per carità, ma sentire qualcuno chiedere la testa dell’allenatore o parlare di “squadra senza palle” fa sinceramente rabbrividire). Ebbene, c’è stata un’altra parte di tifoseria, in particolare la Curva Sud, che ha scelto un’altra strada, indicando la direzione giusta da seguire.
Mai come quest’anno abbiamo una squadra che ci tiene, che sente che maglia indossa quando scende in campo
Dopo un derby perso, che per tutti rappresenta la vita, hanno accolto la squadra con una coreografia da brivido. Come a dire: “Non vi abbiamo abbandonato ragazzi, siamo sempre qua”. Durante i 90 minuti, mentre in campo, sportivamente parlando, stava grandinando, non hanno mai fatto mancare il loro supporto. Alla fine della partita, nonostante la scoppola subita, hanno alzato le sciarpe al cielo e hanno incitato la squadra. Per dimostrare che combatteranno sempre e comunque al loro fianco, nella buona e nella cattiva sorte. Questa è la via, questa è la direzione da seguire per aiutare la squadra. E la Curva Sud, come al solito, lo ha capito meglio di tutti.
COMBATTERE INSIEME – Ora che è chiaro anche ai più miopi o sognatori che questa squadra in questo campionato dovrà semplicemente cercare di salvarsi, sudandosi sul campo ogni singolo punto che riuscirà ad ottenere in classifica. Ci sarà da soffrire, da subire lezioni importanti proprio come quella che il Pisa ci ha imposto. Ci sarà da mangiare merda, masticarla e imparare anche a sentirne il gusto. Per cercare però sempre di rialzarsi, di reagire, di voltare pagina.
Mai come quest’anno abbiamo una squadra che ci tiene, che sente che maglia indossa quando scende in campo. I ragazzi sono pronti a lottare, lo stanno facendo, come sempre, e sono i primi a soffrire quando i risultati non arrivano. Chi vi scrive ha avuto modo ieri di scambiare due chiacchiere a fine partita con uno dei leader storici dello spogliatoio, e vi assicura che nei suoi occhi c’erano la stessa rabbia, la stessa delusione, la stessa incazzatura che si potevano leggere poi nel viso di molti tifosi al Terzo Tempo.
La maggior parte dei giocatori è quella che una Piazza dei Signori da sogno ha osannato non più tardi di qualche mese fa come degli eroi. Ora, che hanno bisogno di noi, non possiamo abbandonarli. Stringiamoci insieme a tutti loro: squadra, allenatore e staff tecnico. Diamogli tutto il nostro supporto. E se salvezza sarà, allora sarà ancora tempo di festeggiare. Poi ci sarà il tempo di ragionare su tutto il resto, e sarà più che doveroso farlo.
LEGGI ANCHE: A.A.A. Bomber cercasi. Quale soluzione per l’attacco del Lane?

